Vittime di serie B

Non sentirete i cani da guardia di “sinistra” piangere la morte di Roberto Mottura, come nel caso in cui la vittima reagisca, magari ferendo i ladri entrati in casa per delinquere.

Non sentirete il giornalista sefardita, attaccare il crimine e le mafffffffie, o qualche sgallettata di turno stracciarsi le vesti contro la violenza.

Non lo sentirete perchè per loro la morte di un comune onesto cittadino, per mano di topi d’appartamento è una lieta novella.

Quando le classi subalterne si scannano tra loro, quando le persone comuni e i lavoratori vivono con la paura della delinquenza e con il senso di impotenza di non potersi mai difendere e di dover guardarsi le spalle addirittura dalla giustizia, i ricchi lacchè del potere sono felici. Tanto sono al sicuro nei loro quartieri bene, protetti dalle scorte armate, formate proprio da quelle classi subalterne che ignare difendono i loro aguzzini.

Il popolino, così occupato a macellarsi dall’interno, non potrà mai volgere lo sguardo al potere, e quindi mai e poi mai vanno attaccati i loschi figuri che seminano terrore e sfiducia nel futuro tra le persone oneste.Non si degneranno mai di parlare a nome dei veri deboli e delle persone per bene, il loro compito è difendere i criminali nel loro diritto a delinquere.

Questo è un bel giorno per i nostri dirittocivilisti da libro cuore, quindi non sentire una ed una sola parola da questi traditori e metastasi della nostra società, dato che tutto procede come pianificato.

Al massimo, proprio se si vuole fare un gesto di mendace solidarietà si può dare la colpa alle riaperture, come ha fatto Sala per giustificare l’ondata di degrado e violenza che lentamente trasforma Milano in una tipica città del quarto mondo.

La farsa

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Onestamente mi sono davvero stancato anche solo di sentir nominare il covid, ma una riflessione sulle ultime settimane, specie in correlazione alle email di Fauci va fatta.

Che il virus, a cui ricordiamo è sopravvissuto solamente il 99.96% della popolazione mondiale, sia o meno uscito dal un laboratorio è di fatto irrilevante. Anche se fosse tutto premeditato.

Tanto i veri responsabili non si scopriranno mai ufficialmente, e in caso di sicuro non pagheranno nulla.

Ma questo mi interessa fin la… Il punto è la totale schizofrenia dei media e di tutte le vestali del potere annesse e connesse, a cui si affianca l’ignavia delle masse popolari.

Prima sulla pericolosità del Covid, quando il sistema non aveva ancora ricevuto l’ordine di usare un’influenza come strumento di controllo delle masse.

Passato da essere più leggero di un raffreddore (allego immagine per rinfrescare la memoria), ad essere l’unica malattia del pianeta terra.

Con la gente che ha assorbito tutto in pochi giorni senza scomporsi.

Ora allo stesso modo quella tesi ipotetica di virus da laboratorio, che fino a ieri ti trasformava automaticamente in un tizio col cappello d’alluminio al solo sentirla, ora diventa tesi fondata e praticamente certa per tutti i media mainstream.

Il punto ripeto non sono tanto i “contenuti” in se a sorprendermi.

Ma il fatto che nessuno reagisca in maniera significativa a tutto ciò.

Possono dire tutto e il contrario di tutto, e nessuno fiata, nessuno osa farlo notare, le masse assorbono quasi distaccate le notizie, e continuano apaticamente a seguire la corrente.

Non esistono sostanzialmente più le resistenze di pensiero critico, pronte ad affrontare il tema con il dubbio, con la semplice consapevolezza che la questione va analizzata da più punti di vista.

Mi direte che c’è comunque ancora una contro informazione, che dai blog, dai social, dai siti indipendenti c’è ancora chi fa il santissimo lavoro di vero giornalismo.

Ma qual è la riposta della gente?

Le code all’open day vaccinale per far inoculare i ragazzini di 12 anni di cui NESSUNO ha mai avuto sintomatologie gravi a causa del covid?

Siamo un paese in cui non c’è stata di fatto nessuna reazione reale a tutte le assurdità dell’ultimo anno e mezzo, se non blande proteste di ristoratori che appena visto due soldi di ristoro si sono dileguati senza colpo ferire.

Il fatto che politicamente non esista nessuna vera opposizione (perchè l’unico partito in parlamento all’opposizione è comunque un fedelissimo alleato di altri due partiti che fanno da scendiletto a Draghi e con leader fresco iscritto all’Aspen Institute) è una rappresentazione tanto veritiera quanto triste dello stato della nazione.

Una nazione che ormai non ha più nulla da dire, se non “si padrone”, che si accoda docilmente ad ogni diktat che arriva dall’alto.

A me sembra assurdo che lo scandalo delle mail di Fauci non apra tutti i telegiornali ogni cazzo di sera finchè non salta fuori la verità, o che la gente non si ribelli con forza a puttanate come l’indossare la mascherina all’aperto.

Forse è vero quello che dicono alcuni, che in realtà in questo paese si sta ancora troppo bene, siamo solo dei pusillanimi a cui basta curare il nostro microscopico quanto sterile orticello, magari seguendo gli ordini di terzi, così da non dover fare nemmeno la fatica di pensare con la propria testa.

Onestamente non so manco più cosa dire… Il pilota automatico forse è inserito da troppo tempo, non c’è salvezza, né redenzione per l’Italia, un paese clinicamente morto.

(((Stranezze)))

Quindi basta che i parenti di alcune delle vittime dell’incidente della funivia del Mottarone, appartenenti a una precisa cultura religiosa particolarmente pregiata, si dichiarino indignati per la negazione della custodia cautelare per i 3 indagati principali e subito subitissimo il GIP incaricato perde il caso e tutti i fascicoli inerenti, con tanto di annullamento dell’ordinanza.

Chissà come mai non sono minimamente sorpreso.

Gli schemi del liberismo

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, motocicletta e il seguente testo "Daimler Trucks is short of workers across the board, CEO says Meeting demand is difficult with so few workers available to hire Alan Adler Wednesday June 2021 minutes ead Daimler America makeris short workers across the board. (.o: Daimler Trucks North America)"

Gli schemi del liberismo sono identici in ogni luogo del mondo (((chissà come mai))).

Vi ricordate la brillante uscita di Letta sulla mancanza di manodopera in Italia?

Bene. La dichiarazione del CEO del colosso dei mezzi pesanti Daimler Trucks North America (società da 35 mila dipendenti) è sostanzialmente la copia carbone di quella di Letta.

“Non ci sono lavoratori, bla bla bla, giovani sono choosy, bla bla bla, importiamo più messicani grazie mille ciao”.

Nel periodo in cui gli USA toccano vette record di disoccupazione, all’improvviso non c’è manodopera.

Ma guarda il caso.

Forse il concetto è sempre quello, ossia manodopera a basso costo? Gente che accetta salari infimi in nome di una speranza per un utopico futuro migliore? Un nuovo esercito pronto a competere al ribasso con le già provate classi lavoratrici americane?

Il problema non sarebbe tanto che un CEO, che è l’acronimo di “nemico del popolo” (si dovrebbe essere questo ne sono abbastanza sicuro 🤔), voglia svalutare la manodopera.

Bensì che la politica nostrana sia così succube, così colonia, che ripete i dettati senza battere ciglio, senza nemmeno provare a fare un analisi della situazione italiana, dei suoi problemi e delle sue complessità.

Cosa per cui IN TEORIA è pagato per fare con i soldi dei contribuenti.

Invece da noi si fa a gara a chi è più fedele alla linea di interesse dei potentati privati stranieri.

Ma tanto il dibattito politico è da 3 mesi incentrato sul DDL Zan (quando non si parla ovviamente di covid) e nessuno manco si accorge dei veri punti di rottura del nostro tessuto socio economico.

Sfortunatamente ce ne accorgeremo con lo sblocco dei licenziamenti, ma a quel punto sarà già troppo tardi.

Globalizzazione, progressismo, liberismo: antidoti alla lotta di classe

In questi giorni abbiamo letto delle frizzanti notti alloctone di Milano, o delle storia infinita narrata per un posto al tavolo della partita del cuore negato all’ennesima stordita prezzolata, le frasi disconnesse dalla realtà di Letta e altri subumani sulla scarsità di manodopera.

Leggendo le notizie, o i commenti ad esse, si rende sempre più palese quale sia l’obbiettivo principe per tutte queste ideologie: far si che le classi subalterne continuino imperterrite a scontrarsi tra loro, dando sempre e continuamente nuovi campi su cui azzuffarsi, in modo che non possano mai distogliere gli occhi dal proprio simile e quindi essere impossibilitati a rivolgere le proprie attenzioni verso l’alto, verso le classi dominanti, in cerca di riscatto sociale.

Se analizziamo la storia dello scorso secolo notiamo che la seconda guerra mondiale e le guerra fredda hanno avuto un solo, unico e vero obbiettivo: la lotta ai socialismi.

L’anti comunismo maccartista è sempre stato alimentato in funzione di una guerra ideologica giocata a tutto campo contro il socialismo, cioè l’unico nemico storico del capitalismo.

È facile osservare come la caduta del muro di Berlino, e la distruzione dell’URSS abbia di fatto permesso ai regimi liberisti di concentrarsi sull’attuazione dei propri piani di dominio, e dal 1992 in poi abbiamo avuto l’avvento dell’era del liberismo totale, dove si è lavorato per sottomettere gli stati nazione al potere della finanza globale.

La fine dei socialismi, e delle filosofie ad esse legale, la morte dello statalismo in nome delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, ha creato la più grande verticalizzazione di ricchezza della storia, ricchezza drenata dalle classi subalterne che hanno visto erodere pian piano le proprie posizioni sociali.

Partiamo prima dalla vicenda della partita del cuore: è talmente futile che solamente 3 anni fa non sarebbe manco uscita da quella saletta, per pudore della “parte lesa” di essere derisa da tutta Italia per le menate pretestuose che le uscivano di bocca. Ora sono sufficienti a far saltare eventi consolidati, per giunta fatti in nome della solidarietà.

È ovvio quanto il femminismo ideologico serva a creare un pungolo, mentre socialmente è stato una delle prime grandi leve di dumping salariale della storia, un continuo motivo per mettere i due sessi in conflitto uno con l’altro. Il femminismo, e ancor più il nuovo femminismo di genere (vedasi ora i transessuali essere le “nuove” donne, che scacciano dal trovo le vere donne”), non hanno mai e poi mai avuto manco le velleità di essere egalitari.

Hanno bensì sempre cercato si sottomettere il contendente. La condizione della donna non è per nulla migliorata, specialmente in proporzione all’evoluzione degli stili di vita e delle conquiste sociali avute nello scorso secolo. Ma si sono semplicemente schiacciati i diritti di TUTTI verso il basso. Anzi, addirittura ora la condizione della donna peggiorerà sempre di più dato che le “nuove donne”, ovvero gli ex uomini, hanno maggior prestigio nell’ideologia progressista. Decenni di lotte femministe contro il patriarcato sostanzialmente per passare dal essere “dominate” dal maschilismo all’essere direttamente sostituite dagli uomini.

Più in generale, il meccanismo della “guerra tra sessi” serve per evitare che i due sessi possano allearsi, e rendersi conto che chi li sta privando dei diritti non è il sesso opposto, ma è un altro tipo di categoria.

Lo stessa cosiddetta “liberazione” sessuale della donna, è un elemento di pura destabilizzazione sociale, perchè è servita a incrinare l’istituzione della famiglia.

Possiamo avere tutte le idee che vogliamo, ma non possiamo negare la banale realtà delle cose: la famiglia è stata la mattonella fondamentale dell’evoluzione dell’uomo, del progresso delle civiltà nel corso di secoli di storia, e rimane un tassello essenziale per il proseguo della specie umana e delle sue società.

Non esiste nessuna società, cultura, etnia che non sia basata socialmente sull’istituzione della famiglia, che è veramente un costrutto sociale, ossia un’elaborazione essenziale del modo in cui l’uomo ha innatamente concepito la società in ogni epoca e luogo.

Basta guardare come il declino delle società occidentali stia andando di pari passo con la dissoluzione del concetto di famiglia e al declino demografico.

Questo perchè la famiglia è anche la cellula fondamentale del socialismo in senso lato. La famiglia è la prima rappresentazione di “bene comune” che prevarica il “bisogno del singolo”.

Nelle famiglie, generalizzando ovviamente, le necessità di tutti vengono sempre prima del capriccio del singolo. La famiglia insegna a far parte di una società coesa, funzionale. La famiglia è la prima fonte di educazione civica che plasma l’individuo, in modo che abbia la consapevolezza di cosa vuol dire far parte di un tutto.

Mentre ora le ideologie liberiste e progressiste fanno tutte leva su un individualismo cinico, egoista, in cui ogni capriccio del singolo diventa un “diritto”.

La famiglia permea anche l’individuo con le prime nozioni di identità: fa comprendere l’importanza dell’appartenenza ad un determinato gruppo, nonchè l’importanza di difenderne gli interessi anche a scapito dei propri.

Queste sono le basi ideologico-culturali da cui sono partite le costruzioni sociali e le rivendicazioni dal basso di diritti sociali nella storia. La capacità di sacrificare personalmente l’interesse del singolo in favore del gruppo, un “atto d’amore” verso i propri simili, riconosciuti come parte della propria cerchia sociale, per cui si è disposti a fare delle rinunce in nome della comunione di intenti.

Quindi, come si riconosco i propri “simili” dal punto di vista sociale?

Attraverso il meccanismo dell’identità.

Una forte identità personale, ben definita da valori comuni, fa si che ci si possa riconoscere facilmente tra “simili”, in modo da potersi riconoscere a vicenda.

Se ci pensate qualsiasi tipo di struttura sociale, che sia la famiglia, il posto di lavoro, la propria comunità religiosa, anche solo e semplicemente il gruppo di amici, è costruito attorno un senso di comune identità, ossia un senso di appartenenza.

Questo concetto di identità, appartenenza e comunione è ciò che il liberismo vede come nemico principe, poichè è il tassello fondamentale che lega le genti per poter vincere la lotta di classe.

Ogni conquista sociale fatta nello scorso secolo è frutto di questo spirito identitario. I socialismi del novecento erano tutti strutturati attorno concetti chiari di appartenenza ad un determinato popolo, addirittura costruendo simbologie ben definite per poter focalizzare l’attenzione delle masse su determinati temi.

Se il popolo è coeso, unito attorno a valori comuni (o anche nemici comuni), e quindi libero dal conflitto all’interno di se stesso, può rivolgere lo sguardo intorno ai propri malanni e capire con facilità da dove giungono le ingiustizie che lo perseguitano.

Sostanzialmente questa è la base di tutti le rivoluzioni popolari che hanno percorso la storia.

Per lo stesso scopo viene usata l’immigrazione clandestina. Minare l’identità popolare, disunire le masse, tenerle in conflitto le une con le altre. Oltre che a concorrere al ribasso dal punto di vista salariale.

Ovviamente l’inserimento forzato, rapido e senza nessun controllo di grandi gruppi di immigrati, quasi tutti maschi, con culture fondamentalmente agli antipodi, fa si che si creino grandissime fratture all’interno della società.

Innanzitutto si andranno a formare delle sorti di enclavi, dove gli immigrati tenderanno ad unirsi tra appartenenti alla stessa cultura, proprio per la spinta identitaria che in realtà si vuole uccidere negli alloctoni. Nel degrado e nella miseria, completamente abbandonati proprio dalle anime belle che li vogliono importare a lotti, gli stessi non avranno altra scelta che cadere nello sfruttamento della criminalità.

In questo modo andranno ad rinfoltire i ranghi dell’esercito del crimine, mantenendo le strade, le piazze e le stazioni delle nostre città in un costante stato di degrado e pericolosità.

Questo è il più banale dei conflitti all’interno delle classi subalterne: le masse proletarie che si devono guardare le spalle costantemente dall’assolato della criminalità che preme dal basso della piramide sociale, non avranno tempo per cercare la causa dei loro mali guardandone il vertice.

Inoltre così facendo grazie anche all’inserimento di immigrati di seconda generazione si va a creare un popolo privo di identità, che non sa chi o cosa è, e quali sono i suoi obbiettivi di riscatto sociale.

Basta ricordarsi la famosa circolare interna di Amazon che consigliava di mettere nei reparti persone di diverse etnie in modo che fosse molto più difficile che diventassero solidali tra di loro.

Se tutto questo non bastasse a distruggere ogni tipo di identità di classe, arriva subito a sostegno la nuova follia transgenderista da insegnare direttamente all’asilo.

Questo abominio ideologico, che spinge a liberare sessualmente gli individui nel proprio nichilismo edonista, viene martellata giorno e notte in ogni salsa spacciandola per l’avanguardia culturale.

Se ci pensate non abbiamo manco finito di risolvere la questione omosessuale che già stiamo schiacciati sotto il peso delle pressioni dei nuovi feticci del progressismo parafiliaco.

Effettivamente, che cosa c’è di più confuso, debole, privo di identità e consapevolezza, di un individuo a cui vengono minate fin da subito le fondamento biologiche della propria persona, di quell’identità di bse che serve sostanzialmente per il proseguo della specie?

Cosa c’è di più vulnerabile e manipolabile di persone cui nel pieno dello sviluppo si imbottiscono di farmaci bloccanti ormonali? Ricordando che la pubertà non sviluppa solo i caratteri sessuali ma ha anche un grande, fondamentale impatto sullo sviluppo del cervello di un individuo, specie quella parte razionale in grado di formulare concetti complessi e di analisi.

Senza dilungarmi su quanto sia aberrante questa nuova ideologia che nella perfida albione transofrma l’abuso di minore nella “toccante storia” di una famiglia in cui si scopre che a DUE ANNI un bambino DECIDE di essere trans, guardiamo il punto centrale di questi fenomeni sociali.

Tutti queste ideologie non sono istanze popolari. Non ci sono state le manifestazioni in piazza per chiedere diritti per tizio o caio, sensibilizzando un opinione pubblica ignorante del fatto dei trans di 2 anni.

Ma in realtà sono tutti concetti forzatamente calati dall’alto.

Tutte queste meraviglie che dovrebbero migliorare la nostra miserabile vita vengono imposte dai media prezzolati, da fondazioni finanziate da super miliardari, da enti e circoli dai dubbi componenti e quasi tutti appartenenti a determinate (((categorie))), cioè vengono propagandate a tutto spiano dalle classi dominanti.

Il popolo chiederebbe in realtà lavoro, welfare, sanità, scuola, insomma i soliti triti e ritriti diritti sociali.

Quando il popolo manifesta per queste istante notiamo subito il rantolo di riflesso del potere, che con i suoi media servili prova se può a non trattare manco l’argomento, mentre in caso ne sia costretto bolla tutto come una pantomima dei populisti, sovranisti, no vax, fascisti, negazionisti ecc ecc, per delegittimare la loro stessa esistenza.

Allora dovete chiedervi: perchè tutte queste ideologie vengono spinte sempre con più forza e spesso anche con ipocrisia, tipo il dirittismo LGBTNABLA e l’islamofilia?

Sempre per lo stesso motivo, impedirvi di continuare quella lotta di classe narcotizzata al crollo del muro di Berlino tramite il consumismo spinto e quel benessere frutto proprio delle conquiste sociali che vi hanno convinto ad abiurare in nome di un finto progresso.

Per esempio, mentre i diritti LGBT servono a spingere un conflitto sulla classe media istruita, in modo che il suo senso di appartenenza sociale venga ucciso dal puro egoismo libertino, l’immigrazione islamica permette velocemente di minare alla base l’identità culturale e sociale del proletariato, creando degli “emboli”, dei corpi estranei alla società che causano tutta una serie di malesseri e complicazioni, mettendo in difficoltà le classi subalterne che diventano inermi di fronte i trucchetti talmudici delle elite dominanti.

Quindi mai e poi mai verranno messe l’una contro l’altra e banalmente ci si volterà dall’altra parte, ben felici di poter generare ulteriori conflitti sociali.

Tutto questo lentamente viene portato avanti da decenni, passo dopo passo, spostando in la l’asticella del relativismo sempre un po’ di più, in modo che le popolazioni manco si accorgano che oggi non hanno più diritti sul lavoro e nell’ultimo anno sono stati privati persino del diritto alla salute, proprio con la scusa della salute. Pensate a quante persone sono state private di visite o terapie oncologiche per capire che il diritto alla salute è già perso ed è diventato una mera concessione del potere.

Sfortunatamente sarà impossibile invertire la rotta di questa perversa discesa nell’oblio sociale.

Le persone non hanno minimamente la consapevolezza del loro destino e non vedono nemmeno le privazioni a cui vengono sottoposti in nome dei nuovi diritti, vedasi il caso del ddl Zan.

Solo un evento storico violento, che farà tabula rasa di questi concetti col sangue, potrà fermare il triste destino delle classi subalterne.